IL MAGGIOLINO È ARRIVATO AL CAPOLINEA.

Mentre in tanti si chiedono se il 2020 sia l’inizio di un nuovo decennio o la fine di quello passato, Volkswagen taglia la testa al toro e con un video ci comunica che quest’anno è in realtà la fine di un’epoca, quella segnata per ben 70 anni dal mitico Maggiolino.

 

LE ORIGINI DEL MITO.

Era il lontano 1938 quando il cancelliere tedesco Adolf Hitler incaricò Ferdinand Porsche e Jacob Werlin di progettare un’auto cinque posti dai bassi consumi e che potesse essere accessibile a chiunque. Dopo vari progetti presentati, ebbe la meglio il signor Porsche con il suo modello Typ 1. Il nome cambiò poi in un primo momento nella sigla Kdf-Wagen per poi accantonarne la produzione a causa della guerra (dove gli impianti della Volkswagen furono utilizzati per l’industria bellica).

Alla fine del conflitto mondiale il Maggiolino (o Maggiolone nelle sue versioni più potenti) riprese a essere prodotto, così da poter conquistare il mercato sia per le sue forme innovative sia per essere stato scelto come auto-icona della ribellione hippie. 

Dalla fine degli anni ’50 alla fine degli anni ’70 questa auto più che fare strada ha fatto storia: protagonista assoluta di quel periodo, vero e proprio status symbol di un modo di vivere bohemien, ma con tanta voglia di rivalsa.

Fu scelto da Andy Wharol come soggetto di molte sue opere, da James Bond per il suo film “Al servizio segreto di Sua Maestà”, la Disney incentrò un intero film che fece sognare migliaia di bambini e la Sergio Bonelli la scelse come auto del suo indagatore dell’incubo Dylan Dog.  

La campagna pubblicitaria di lancio messa a punto dal famoso Bill Bernbach fu una delle più coraggiose e simboliche di tutti i tempi, tanto che ancora oggi sono fonte di spunto e riflessione per gli addetti ai lavori di tutto il mondo.            

L’ultimo esemplare esce dalla fabbrica nel 1978, ma è solo un arrivederci…         

                                                                                                                                                                                                                                                                                           

DAI ’70 AGLI ANNI 90: ARRIVA IL NEW BEETLE.

Si deve aspettare la fine degli anni ’90 (il 1997 per la precisione) per ricominciare la produzione del Maggiolino nella sua conformazione “New Beetle”: forme più moderne, ma del tutto simili a quelle del suo antenato, un’auto destinata a ri-conquistare il mercato. 

“Se negli anni ’80 avete venduto l’anima, adesso potete ricomprarla” recitava provocatoriamente lo slogan di lancio della nuova vettura. E infatti, dopo un primo momento di “accettazione”, anche il nipote del Maggiolino ebbe il suo successo. 

 

LUGLIO 2019: L’ADDIO DEFINITIVO.

È il 10 luglio del 2019 quando dalle fabbriche Volkswagen viene prodotto l’ultimo esemplare di un’auto che più di ogni altra ha saputo diventare un oggetto di culto. L’azienda tedesca è infatti ormai improntata sulla sua svolta “green” e si appresta a produrre nuove automobili alimentate a energia pulita.

Ma certe storie non possono finire se non con un doveroso omaggio: è il 31 dicembre dello stesso anno quando un video – non a caso intitolato “the last mile” (l’ultimo miglio) – sancisce la fine di un’epoca. Quella del Typ 1, meglio conosciuto come Maggiolino, Maggiolone o New Beetle, e di un’intera generazione di automobilisti che vedevano uno stile di vita su quattro, tonde, ruote.