AUTOSTRADE ITALIANE: Benetton alle strette.

È ormai passato più di un anno e mezzo dal tragico crollo del Ponte Morandi a Genova e la situazione della rete autostradale in Italia è ancora fortemente a rischio. Ciò che accadde il 14 agosto del 2018, provocando 43 morti e centinaia di famiglie sfollate dai loro appartamenti adiacenti alla struttura, è stato il via a diverse, numerose, troppe segnalazioni riguardanti viadotti e sopraelevate in condizioni preoccupanti evidenti.

Da Nord a Sud, sono decine i tratti a rischio con piloni ormai usurati e blocchi di cemento che si staccano a causa delle vibrazioni o degli agenti atmosferici come il forte vento o le piogge torrenziali. Il motivo è molto probabilmente (o meglio: quasi sicuramente) la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di queste strutture.

 

DALLE SEGNALAZIONI AI SERVIZI DE LE IENE.

Oltre al Ponte Morandi (dove potrete trovare un interessante servizio de “Le Iene” a questo link: https://www.iene.mediaset.it/2019/news/ponti-liguria-dati-falsificati-crolli_618854.shtml), attualmente preoccupa in particolar modo la condizione del tratto autostradale che attraversa i parchi abruzzesi su cui recentemente sono state puntate le telecamere delle Iene di Italia 1 (qui il servizio: https://www.iene.mediaset.it/video/ponti-autostrade-abruzzo-strada-dei-parchi_184619.shtml).

 

I PROVVEDIMENTI.

Davanti a tutte queste mancanze, il governo italiano sta valutando seriamente di revocare le concessioni agli attuali gestori di Autostrade Italiane S.p.a. che trovano nella famiglia Benetton i principali investitori come dichiarato dall’attuale premier Luigi di Maio in un’intervista pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” e che potete vedere a questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/27/autostrade-di-maio-vanno-revocate-le-concessioni-ai-benetton-chi-ci-ha-bloccato-fino-a-4-mesi-fa-la-lega/5582747/

Dall’altra parte il dottor Luciano Benetton replica di essere meri investitori in questo business, ma di non aver mai preso parte né in prima persona né con persone legate alla sua famiglia, alla dirigenza dell’azienda Atlantia (azionista per quasi il 90% di Autostrade S.p.a.) come precisato in questo articolo: https://www.ilpost.it/2019/12/02/benetton-di-maio-ponte-morandi/.

In pratica, l’84enne cofondatore del principale gruppo di famiglia, accusa Di Maio di aver avviato una campagna di odio nei confronti della famiglia Benetton come se “fosse collusa nell’aver deciso scientemente di risparmiare sugli investimenti di manutenzione”.

 

DALLE PAROLE AI FATTI.

La diatriba sulla sicurezza autostradale va avanti ormai da troppo tempo e i suoi attori sembrano non rendersi conto del grande pericolo che stanno correndo tutti gli italiani. Una vera linea di azione non sembra ancora essere stata designata e a farne le spese sono gli utenti che si ritrovano a pagare pedaggi fra i più alti in Europa senza avere una vera garanzia di sicurezza, con ponti che perdono pezzi e bulloni a ogni frenata più brusca e manti stradali percorribili in tranquillità solo per chi guida un fuoristrada.

In ogni caso è ormai evidente il bisogno di un super-controllo delle attività manutentive da parte del governo, onde evitare altri disastri dovuti all’arricchimento personale di pochi individui ai vertici della gestione di quella che rappresenta la principale rete stradale del Bel Paese.