CASE E MOTORI: tutti i vantaggi di non comprare.

Storicamente, in Italia, l’acquisto di una casa è sempre stato visto come un punto di arrivo, un obiettivo da raggiungere per la propria stabilità sociale ed economica. Il “mattone” era uno dei mercati in cui investire significava sicurezza, ma i tempi cambiano e con essi anche le certezze.


L’ONERE DI ESSERE PROPRIETARI.

Se ci si ferma alla prima impressione, acquistare casa è uno dei migliori investimenti che una persona possa fare: un fabbricato è un bene durevole, che difficilmente sparisce dal nostro patrimonio. Se invece ci si sofferma a pensare a vari fattori, scopriamo che questa affermazione è in realtà molto più illusoria di quanto possa apparire. Avere una casa di proprietà è, infatti, una spesa che non ci avvantaggia. Alle rate del mutuo da pagare (il più delle volte per decenni) si aggiungono varie spese di manutenzione ordinaria e straordinaria che non graverebbero se anziché “proprietari” si fosse “affittuari”. C’è poi da aggiungere il costo del denaro, ossia gli interessi maturati e che si devono corrisporre al fine di sgravarsi dal debito contratto. Infine, ma non di minore importanza, c’è da dire che il valore di un immobile è diventato molto variabile, fortemente legato a dinamiche sociali del momento e ai vari piani del mercato immobiliare. Giusto per intenderci, il valore di una casa in una località di vacanza può subire importanti variazioni in base alla moda del momento (magari quella località non è più così in auge) o alle caratteristiche della casa stessa (estetica, infissi, domotica), senza dimenticare le condizioni strutturali.

Un’ultima considerazione va fatta per le spese di manutenzione straordinaria che, come previsto dalla legge, gravano sul proprietario e non sul possessore. Una spesa – o meglio: una serie di spese – che spesso si presentano all’improvviso e che, ancora più spesso, implicano degli importanti esborsi. Inoltre, anche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, vi sono spese da affrontare periodicamente anche se a lungo termine, come per esempio il ritinteggiare o il controllo degli impianti idrico-elettrico-gas la cui normativa cambia nel corso dei decenni in base alle diverse esigenze che il progresso ci impone.


DALL’ABITAZIONE ALL’ABITACOLO.

Come già abbiamo detto, il mattone non è più quell’investimento sicuro che noi italiani abbiamo inculcato per cultura, e se vogliamo fare un parallelo con l’auto il paradosso è ancora più semplice ed evidente.

Così come per un’abitazione, infatti, anche l’automobile è soggetta a una serie di spese che gravano sul proprietario. Assicurazioni varie (obbligatorie e no), bolli, revisioni, cambio ruote, cambio olio, manutenzione del motore e della carrozzeria… sono solo alcuni degli oneri, prevedibili o imprevedibili, che tolgono soldi dalla tasca di chi possiede un veicolo.

A questo va aggiunta la svalutazione naturale di un mezzo che, come risaputo, perde tra il 20% e il 30% del suo valore appena uscito dalla concessionaria. La velocità con cui poi i modelli si adeguano ai tempi e alle mode fanno il resto, rendendo obsoleto un veicolo anche se tenuto gelosamente in garage. Basti pensare alle continue variazioni legate agli scarichi e alla regolamentazioni EU che impongono parametri sempre più ferrei in fatto di impatto ambientale.

 

IL PRESENTE È IN CONTINUO CAMBIAMENTO.

C’è poi da fare un’ultimissima considerazione per quanto riguarda la natura insita nell’uomo e all’arte dell’adeguarsi che tanto lo differenzia dalle altre specie animali. Cambiare casa, e ancor di più auto, in base alle proprie esigenze è praticamente un bisogno primario. Ciò che si desidera ed è funzionale quando si è giovani non è detto lo sia anche in età più avanzata! Un monolocale può essere, al pari di un’utilitaria, l’ideale per un giovane studente o lavoratore, ma ecco che con un rapporto di coppia stabile ci si può trovare ad aver bisogno di più spazio e quindi preferire una monovolume o una station vagon piuttosto che di un appartamento con una stanza o due in più. Anche il lavoro ci porta spesso a muoverci e quindi a preferire una soluzione abitativa al posto di un’altra, ma anche una macchina più di rappresentanza o utile al mestiere che svolgiamo.

Un ultimo fattore da non dimenticare è poi il gusto di rinnovarsi: un’abitazione o un’auto nuova può significare nuovi stimoli legati alla voglia di cambiamento che ognuno di noi ha. Nuove esperienze da provare su sé stessi che diventerebbero più difficoltose da sperimentare se vincolati alla proprietà, sia essa di un bene immobile o movente su ruote.

Per concludere, possiamo tranquillamente affermare, che i tempi non sono più quelli di una volta e che per essere a passo con essi è meglio scegliere soluzioni flessibili e pronte ad adeguarsi al nostro contesto nella società. Ebbene sì: siamo nell’epoca in cui noleggiare è meglio che comprare. O per dirlo con un hashtag #perchécomprarlasepuoinoleggiarla?