I rumori in strada, si sa, sono innumerevoli e molti di questi risultano essere essenziali per una maggiore sicurezza sia dei pedoni che degli automobilisti, ma anche dei vari abitanti che vivono in una determinata zona.

È il caso, per esempio, del fischio di un vigile che sta dirigendo il traffico o del cicalino prodotto da un semaforo per avvisare nonvedenti e ipovedenti della luce verde, gialla o rossa.

Proprio per questo esiste una normativa ben precisa sull’intensità dei rumori che si possano emettere quando si è alla guida di un veicolo: far stridere le gomme alla partenza non fa diventare più figo nessuno, tanto meno viaggiare col volume a palla dello stereo o modificare la marmitta per aumentare il rombo del proprio motore. Anzi… nella maggior parte di questi casi l’effetto è quello di diventare più poveri in quanto, nella migliore delle ipotesi, si incorre in svariate ammende amministrative che vanno dai 41 ai 309 euro. Ma attenzione, in taluni casi, specialmente per quanto riguarda l’alterazione dell’impianto stereo attraverso potenti amplificatori e casse, la sanzione può diventare penale: per i trasgressori sono previsti fino a 3 mesi di carcere!

Meglio non rischiare con strombazzate o colpi ripetuti di clacson per richiamare l’attenzione di qualche passante, conoscente o anche per sollecitare al movimento ci precede perché, oltre a essere poco elegante come gesto, è anche poco tollerato dal codice della strada (art. 155 C.d.s. per la precisione).

Inoltre c’è da precisare che tali rilevamenti sono spesso effettuati in modo arbitrario dalle forze dell’ordine, delegate e autorizzare a valutare vari fattori come il contesto cittadino (se si è in zona abitata o meno, per esempio), il momento (c’è differenza tra le varie ore del giorno e della notte) e dei fattori che hanno determinato una (magari eccessiva) segnalazione acustica: nessuno vi punirà se suonate ripetutamente il clacson per evitare un incidente, ma forse qualcun altro non sarà disposto a chiudere un occhio – o meglio: un orecchio – nel caso stiate festeggiando incolonnati a un corteo nuziale!

Altre volte, invece, questi rilevamenti potrebbero essere effettuati con un apposito fonometro.

Sostanzialmente, nei primi casi sarà possibile contestare il provvedimento facendo ricorso presso la Prefettura o il Giudice di pace. In tal caso, le spese saranno nulle se ci si rivolge al Prefetto (ma più lunghi i tempi), mentre si dovrà un contributo di 40 euro nel secondo caso (ma con tempi più brevi).

Ciò che consigliamo noi è di non modificare in alcun modo i silenziatori di fabbrica in dotazione alle varie automobili, moto o altri veicoli (le marmitte per intenderci) e di evitare un volume troppo alto della musica all’interno dell’abitacolo onde evitare inutili e pericolose distrazioni mentre si guida (chi di voi non ha mai abbassato l’audio al momento del parcheggio perché “disturbati” da un rumore troppo forte per una manovra particolarmente delicata?).

Un’ultima considerazione va fatta per i veicoli particolarmente silenziosi come possono essere i motorini e le auto ad alimentazione elettrica: in tal caso si stanno studiando degli appositi emettitori di rumore poiché molto spesso l’arrivo di questi mezzi non è avvertito a livello uditivo e quindi diventano pericolosi per l’esatto opposto del disturbo alla quiete (pubblica e non): è capitato di trovarsi investiti prima ancora di accorgersi da cosa… ma questo è un altro punto che magari approfondiremo più avanti in una altro articolo del nostro blog dedicato alla strada e alla viabilità.